Lo Smartbond, un’alternativa riciclabile al Dibond

La stampa diretta delle vostre fotografie su una lastra rigida in Dibond è una delle soluzioni imprescindibili quando si desidera allestire una mostra all'aperto. Da poco, i laboratori PICTO propongono un materiale innovativo in alluminio, interamente riciclabile, che offre un'alternativa più ecologica.
 
Il Dibond è un materiale molto diffuso nella produzione di supporti di stampa fotografica per mostre all’aperto. Composto da una lastra di polietilene nero inserita tra due lastre di alluminio, offre una grande resistenza nonostante la sua leggerezza. Ma nonostante questo ampio utilizzo, la sua composizione non ne consente il riciclaggio: se da un lato la sua robustezza permette di allestire la stessa mostra più volte, dall’altro le stampe finiscono, col passare del tempo, per deteriorarsi e sono quindi destinate alla distruzione. Per rispondere a questa sfida, esiste ora un nuovo materiale composto al 100% da alluminio, che, una volta terminato il suo utilizzo, consente un riciclaggio totale.
 
Stampa diretta su Smartbond
 
Il festival di La Gacilly, fortemente impegnato sulle tematiche ecologiche, ha compiuto per la prima volta questo passo scegliendo lo Smartbond per la realizzazione della mostra di Éric Garault, presentata al Jardin du Relais postal.
Una scelta che entra in risonanza diretta con il tema della mostra «I Guardiani del vivente»: andare incontro a donne e uomini che, in ecosistemi diversi, mettono in atto soluzioni in cui l’albero è il vettore centrale della loro azione, per preservare il vivente e ritrovare un’armonia duratura tra gli esseri umani e il loro ambiente.
Leggero e resistente, lo Smartbond risponde perfettamente alle esigenze delle mostre all’aperto. Questa alternativa ecologica vi interessa? Contattateci tramite il nostro modulo per descriverci in dettaglio la natura del vostro progetto. Potremo così quantificare il costo del servizio, misurare il vostro impatto ecologico e stimare il vostro risparmio di emissioni di carbonio rispetto all’uso più tradizionale del Dibond.
 
Foto © Chloé Nicoli